In questa guida
Saldo, equity e risultato aperto: tre prospettive diverse
Il saldo, indicato come Balance, comprende versamenti e prelievi, risultati realizzati e costi già contabilizzati. Di norma non include le variazioni di profitto o perdita delle posizioni ancora aperte. Chiudere un’operazione ne trasferisce il risultato nel saldo; anche un versamento può aumentarlo senza produrre alcun profitto di trading.
L’equity è il valore attuale del conto secondo il calcolo del broker, comprese le posizioni aperte. Il risultato aperto, o floating P/L, è il loro profitto o perdita non realizzato ai prezzi di valutazione correnti. Negli esempi semplificati, senza credito: equity = saldo + risultato aperto netto. Usiamo dollari USA, con tutti i costi pertinenti inclusi in modo coerente e senza versamenti o prelievi, salvo diversa indicazione.
Nel terminale reale, credito, swap, commissioni e altre rettifiche possono comparire separatamente o essere contabilizzati in momenti diversi. MetaQuotes precisa che il calcolo dell’equity dipende dalle impostazioni del server. Verificate i campi del broker prima di usare la formula semplificata e non sottraete due volte una commissione. L’equity è una valutazione corrente, non la garanzia dell’importo che otterrete chiudendo in futuro.
Cosa rivela la distanza tra le curve
Con un saldo di $10.000 e perdite aperte nette di $2.000, l’equity è $8.000. Il saldo non è sceso, ma il conto ha già perso $2.000 di valore corrente. Con un profitto aperto netto di $600, l’equity è $10.600. Un saldo piatto dice quindi poco di ciò che accade nelle operazioni aperte.
Quando saldo ed equity hanno la stessa valuta, scala e rilevazione temporale, il loro scarto con segno rappresenta il risultato aperto netto più eventuali rettifiche separate. Nel conto semplificato, equity inferiore al saldo indica una perdita aperta netta; superiore indica un profitto aperto netto. Uno scarto negativo persistente o crescente merita attenzione. Con assi su scale diverse, la sola distanza visiva non ha significato.
Il risultato netto può nascondere una concentrazione del rischio: una posizione a +$1.500 e un’altra a −$2.000 danno soltanto −$500 netti. Uno scarto piccolo non dimostra che ogni operazione sia poco rischiosa. Esaminate anche esposizione lorda, direzioni, correlazioni e singole posizioni. Gli ordini pendenti non sono ancora posizioni aperte, ma possono modificare l’esposizione quando si attivano.
Seguire un conto da $10.000 durante un intero episodio
Le sette osservazioni sono dati didattici inventati, non un test storico o risultati reali di un robot. Scegliete una fase per confrontare il saldo contabilizzato con il valore comprensivo delle operazioni aperte. Ogni percentuale usa il precedente massimo della propria serie; tutti i costi sono inclusi e non ci sono flussi di capitale.
Fase 0–6 · Valore del conto · USD
Il grafico superiore è in dollari, quello inferiore in percentuale. I numeri delle fasi indicano l’ordine delle osservazioni, non intervalli di trading uguali. Le linee collegano rilevazioni note e non ricostruiscono il percorso intragiornaliero.
| Fase | Saldo | Risultato aperto | Equity | DD del saldo | DD dell’equity |
|---|---|---|---|---|---|
| 0 · Massimo iniziale | $10.000 | $0 | $10.000 | 0% | 0% |
| 1 · La perdita aperta aumenta | $10.000 | −$800 | $9.200 | 0% | 8% |
| 2 · Minimo dell’equity | $10.000 | −$2.000 | $8.000 | 0% | 20% |
| 3 · La perdita viene realizzata | $8.000 | $0 | $8.000 | 20% | 20% |
| 4 · Profitto aperto | $8.000 | $600 | $8.600 | 20% | 14% |
| 5 · Vecchio massimo recuperato | $10.000 | $0 | $10.000 | 0% | 0% |
| 6 · Nuovo massimo storico | $10.500 | $0 | $10.500 | 0% | 0% |
Alla fase 2, il drawdown del saldo è 0% e quello dell’equity è 20%. Alla fase 3, chiudere la stessa posizione in perdita allo stesso prezzo porta il saldo a $8.000 e il risultato aperto a zero. L’equity resta $8.000: la chiusura contabilizza una perdita già esistente e non ne crea un’altra di $2.000. Costi aggiuntivi o un prezzo di uscita diverso cambierebbero il risultato.
Alla fase 4, l’equity migliora a $8.600 mentre il saldo è ancora $8.000. Alla fase 5, entrambi tornano al vecchio massimo di $10.000: il drawdown corrente è zero, ma il massimo drawdown storico dell’equity resta 20%. La fase 6 stabilisce un nuovo massimo di $10.500. È un possibile percorso: un conto reale può recuperare solo in parte, impiegare molto più tempo o non recuperare mai.
Il drawdown parte da un massimo precedente
Per una serie positiva del valore del conto V, H è il valore più alto osservato fino a quel momento. Il drawdown corrente in denaro è H − V; in percentuale è 100 × (H − V) / H. H è un massimo storico aggiornato nel tempo, non necessariamente il versamento iniziale o il saldo di oggi. Un nuovo massimo azzera il drawdown corrente e alza il riferimento per l’episodio successivo.
Un conto può essere in profitto dall’inizio e trovarsi comunque in drawdown. Se parte da $10.000, sale a $12.000 e scende a $10.800, resta $800 sopra il valore iniziale ma è $1.200, cioè 10%, sotto il massimo. Confrontarlo solo con il versamento iniziale nasconde quel calo.
Usate sempre una serie ben definita. Il drawdown del saldo confronta il saldo con i suoi massimi precedenti; quello dell’equity usa i massimi precedenti dell’equity, che possono includere profitti non realizzati. Il rientro di un forte profitto aperto può quindi generare drawdown dell’equity prima che la posizione passi in perdita netta. Le due percentuali non sono intercambiabili.
La perdita aperta è già un’esposizione economica
Una perdita aperta non è ancora contabilizzata come perdita di un’operazione chiusa. Può ridursi, sparire o aggravarsi con prezzi e costi. Tuttavia riduce già l’equity e normalmente il margine disponibile per mantenere le posizioni. Definirla temporanea descrive il suo stato contabile, non la sicurezza o la probabilità di recupero. Lo stop-out del broker può realizzarla prima dell’inversione attesa.
Chiarite cosa significa drawdown flottante. Talvolta è la perdita aperta netta divisa per il saldo corrente; altrove è il calo dell’equity dal massimo al minimo. Con saldo di $11.000, equity di $10.000 e precedente massimo dell’equity di $12.000, la perdita aperta è $1.000, pari al 9,09% del saldo. Il drawdown corrente dell’equity è $2.000, cioè 16,67% dal massimo. Sono risposte a domande diverse.
Chiudere solo le operazioni vincenti può produrre un saldo in crescita regolare mentre si accumulano posizioni in perdita. Chiudere una perdente rende visibile la perdita nel saldo, ma non sottrae un’altra somma all’equity se prezzi e costi non cambiano. Al contrario, l’equity può recuperare con profitti ancora aperti; il saldo richiede risultati contabilizzati. Identificate sempre quale recupero viene descritto.
Drawdown assoluto, relativo e massimo
Il drawdown assoluto indica normalmente quanto la serie scelta sia scesa sotto il versamento iniziale: max(0, valore iniziale − minimo osservato). Non equivale al calo più grande da un massimo successivo. Il drawdown relativo esprime il calo dal massimo al minimo in percentuale del massimo. Il drawdown massimo è il peggior calo osservato nel periodo indicato, specificando serie e unità.
Leggete con attenzione le etichette della piattaforma. Il tester MT4 distingue Maximal drawdown, in valuta del conto con la percentuale associata, da Relative drawdown, il maggior calo percentuale con l’importo associato. L’episodio peggiore in denaro può non essere quello peggiore in percentuale. Altrove Max DD può indicare soprattutto una percentuale. Controllate definizione e base: saldo, equity o rendimenti rettificati.
Considerate la sequenza $10.000 → $9.500 → $12.000 → $10.000 → $20.000 → $17.000 → $20.000. Il drawdown assoluto è solo $500. Il massimo in denaro è $3.000, associato al 15%. Il massimo relativo è 16,67%, associato a $2.000. La stessa storia può quindi fornire correttamente tre numeri diversi.
| Massimo → minimo successivo | Calo in USD | Calo dal massimo |
|---|---|---|
| Primo calo $10.000 → $9.500 | $500 | 5% |
| Maggior calo percentuale $12.000 → $10.000 | $2.000 | 16,67% |
| Maggior calo in denaro $20.000 → $17.000 | $3.000 | 15% |
DD corrente e massimo storico rispondono a domande diverse
Il drawdown corrente misura la distanza dal massimo di riferimento oggi. Il massimo storico registra l’episodio più profondo osservato nell’intera storia indicata. Dopo il recupero completo, il DD corrente può essere 0% mentre il massimo storico resta 20%. Nella stessa storia che si allunga, un episodio peggiore può aumentare il massimo; un buon mese non lo cancella.
Filtrare un periodo recente, azzerare il conto o cambiare base di calcolo può mostrare un massimo minore perché il campione è cambiato. Verificate se viene mantenuto il massimo precedente al periodo selezionato. Tre mesi non sono direttamente confrontabili con cinque anni che comprendono condizioni di mercato, versamenti, dimensioni delle posizioni e impostazioni della strategia diversi.
Il DD storico è un risultato osservato, non un limite alle perdite future. Il prossimo calo può essere più profondo. Gli aggiornamenti campionano il conto: un minimo intragiornaliero breve tra due aggiornamenti può mancare nel grafico giornaliero o in una storia incompleta. Una curva regolare e un massimo ridotto non provano che tra le rilevazioni non ci siano state perdite aperte maggiori.
Leggere il tempo sotto il massimo, non solo il minimo
Un episodio ha un massimo precedente, una discesa, un minimo e forse un recupero. Alcuni grafici mostrano il valore del conto, altri il drawdown come profondità positiva o percentuale negativa sotto il massimo. Controllate segno e asse. Zero in un grafico del drawdown significa che la serie è al massimo, non necessariamente che non ci siano operazioni aperte o rischi di trading.
Definite le durate. Il tempo dal massimo al minimo misura la discesa; dal minimo al recupero misura il rimbalzo dal punto più basso dell’episodio. Il tempo totale sotto il massimo si misura spesso dal picco precedente alla prima rilevazione che lo raggiunge o supera. Alcuni fornitori chiamano periodo di recupero l’intero intervallo, altri solo il rimbalzo. Specificate definizione e unità: giorni di calendario, giorni di trading o operazioni.
Nel prossimo esempio i due conti partono da $10.000 e hanno un massimo DD dell’equity osservato del 20%. A raggiunge il minimo al giorno 10 e recupera al giorno 30. B raggiunge il minimo al giorno 5 e recupera al giorno 210. La stessa profondità nasconde impegni di capitale, esposizioni aperte e attese molto diversi. La durata da sola non identifica la causa e non garantisce quale strategia sia migliore.
Giorni di calendario trascorsi · Valore del conto · USD
Giorni di calendario dal massimo iniziale; i punti sono osservazioni illustrative. A: 10 giorni in discesa, 20 di recupero, 30 totali. B: 5 in discesa, 205 di recupero, 210 totali.
| Profilo | Massimo → minimo · giorni | Minimo → recupero · giorni | Massimo → recupero · giorni |
|---|---|---|---|
| Conto A | 10 | 20 | 30 |
| Conto B | 5 | 205 | 210 |
Quando il recupero è completo?
Se il massimo precedente dell’episodio è $10.000, la prima rilevazione successiva a $10.000 o più segna il recupero sulla stessa serie e base contabile. $9.900 è un recupero parziale. Esattamente $10.000 recupera il vecchio massimo; superarlo crea un nuovo massimo storico, a meno che un filtro escluda un picco precedente più alto.
Un calo successivo avvia un altro drawdown. Una sola rilevazione al massimo non dimostra stabilità duratura. Se il test o il monitoraggio terminano prima del recupero, indicate non ancora recuperato e il tempo trascorso sotto il massimo. Non assegnate una durata pari a zero e non calcolate la media dei soli episodi recuperati senza dichiarare quelli ancora incompleti.
Le rilevazioni giornaliere collocano il recupero solo con la precisione dell’intervallo disponibile. L’equity può superare il massimo durante il giorno e ridiscendere prima dell’aggiornamento. Una serie di sole operazioni chiuse non rivela quanto tempo l’equity sia rimasta sotto il massimo tra le uscite. L’analisi del recupero è precisa solo quanto i dati che la sostengono.
Perché −10% non si recupera con +10%
Dopo una perdita cambia la base percentuale. Da $10.000, una perdita del 10% lascia $9.000. Un successivo guadagno del 10% vale solo $900 e porta il conto a $9.900: mancano ancora $100. Tornare direttamente da $9.000 a $10.000 richiede $1.000 / $9.000 = 11,11% del capitale restante.
Per una perdita L espressa in percentuale, il guadagno necessario è 100 × L / (100 − L). Con perdita decimale d, è d / (1 − d). L’obiettivo è il livello precedente, senza versamenti o prelievi e con guadagno netto dei costi. È aritmetica, non una stima dei rendimenti attesi o del tempo necessario.
Una perdita del 20% richiede il 25% di recupero; una del 50% richiede il 100%. La relazione diventa sempre più ripida vicino al 100% di perdita. Con capitale zero non esiste un guadagno percentuale finito che ricostituisca il conto con i soli fondi rimasti. Le formule presuppongono capitale restante positivo; equity negativa e perdite superiori al 100% richiedono un’analisi diversa.
| Perdita dal massimo | Capitale restante | Importo da recuperare | Guadagno netto necessario |
|---|---|---|---|
| 5% | $9.500 | $500 | 5,26% |
| 10% | $9.000 | $1.000 | 11,11% |
| 20% | $8.000 | $2.000 | 25% |
| 30% | $7.000 | $3.000 | 42,86% |
| 50% | $5.000 | $5.000 | 100% |
Calcolare il rendimento necessario sul capitale restante
Modificate il capitale al massimo e la percentuale persa. Lo strumento mostra valore restante, importo mancante e guadagno percentuale necessario per recuperare lo stesso massimo. Un importo iniziale maggiore cambia le cifre in dollari, ma non la percentuale di recupero per la stessa perdita.
Calcolatore del recupero
Inserite un capitale positivo e una perdita da 0% a meno di 100%.
- Capitale restante
- $8.000
- Importo da recuperare
- $2.000
- Guadagno netto necessario
- 25%
Esempio iniziale: $10.000 meno 20% lascia $8.000. Recuperare $2.000 richiede un guadagno netto del 25%.
Il risultato non indica una dimensione sicura della posizione, un robot adatto o un obiettivo mensile realizzabile. Aumentare l’esposizione per recuperare rapidamente può aggravare il drawdown. Il calcolatore presuppone una perdita netta, capitale restante positivo e nessun flusso esterno; anche i costi futuri vanno recuperati se non sono già inclusi nel rendimento netto.
Un versamento ripristina la cifra senza recuperare la perdita
Se l’equity scende da $10.000 a $8.000 e il titolare versa $2.000, il valore non rettificato torna a $10.000, ma il trading ha ancora perso $2.000. Il nuovo denaro ripristina i fondi visualizzati, non il risultato delle operazioni. Analogamente, un prelievo può ridurre il valore del conto senza essere un’operazione in perdita.
In presenza di flussi di capitale, esaminate una serie di risultati o rendimenti rettificata e il metodo del fornitore. Il rendimento ponderato per il tempo neutralizza i flussi esterni collegando i rendimenti tra un flusso e l’altro; un grafico del saldo non rettificato non lo fa automaticamente. Non confrontate un massimo di rendimento rettificato con un minimo in dollari non rettificato. Distinguete versamenti, prelievi e risultati prima di interpretare DD e nuovi massimi.
Il recupero parte anche da una base di capitale ridotta. Dopo una perdita, mantenere la stessa posizione nominale aumenta l’esposizione rispetto all’equity restante. Ridurre la posizione può ripristinare la proporzione precedente, ma cambia i risultati in dollari delle operazioni successive. Aggiungere capitale, ridurre le dimensioni e accettare un recupero più lungo sono azioni diverse; nessuna cancella la perdita della strategia.
La stessa percentuale di DD può nascondere rischi diversi
Due conti possono avere massimo DD storico del 20% ed equity attuale di $8.000, ma posizioni molto diverse. A ha esposizione di $40.000, B di $160.000. In un esempio lineare semplificato, un altro movimento avverso dell’1% costa $400 contro $1.600: 5% contro 20% dell’equity attuale. Supponiamo strumenti comparabili, esposizione in una sola direzione, nessuna compensazione e nessun costo aggiuntivo.
L’esposizione effettiva è 5 volte contro 20 volte l’equity, indipendentemente dalla leva massima del broker. Posizioni correlate possono perdere insieme; quelle opposte possono comunque comportare spread, swap e coperture imperfette. Controllate dimensioni, concentrazione, regole di stop, salti di prezzo e aumenti delle posizioni dopo perdite. Una percentuale storica non descrive tutto il rischio attuale.
Il margine impone un altro vincolo. Se una posizione semplificata di $100.000 richiede $3.333,33 di margine, un’equity di $10.000 lascia $6.666,67 di margine libero e un livello del margine del 300%. Con equity a $8.000 e margine richiesto invariato, restano $4.666,67 e 240%. Le regole effettive di margine e stop-out dipendono da broker e strumenti. Il margine è una garanzia, non la perdita massima possibile.
Come leggere i nostri grafici e monitoraggi dei robot
Seguite questo ordine quando esaminate una strategia MyProfitFactor, un test storico di un robot o il profilo pubblico completo collegato. La scheda riassuntiva è un punto di partenza: aprite il rapporto sottostante prima di trarre conclusioni.
Identificare tipo di prova e data
Distinguete monitoraggio reale, conto demo e simulazione storica. Controllate periodo del test, inizio del conto, ultimo aggiornamento e visibilità delle operazioni aperte. Una rilevazione vecchia non descrive l’esposizione attuale.
Identificare serie e assi
La curva è saldo, equity, profitto cumulato delle operazioni chiuse o crescita percentuale rettificata? Dollari, percentuali e numero di operazioni sono unità diverse. Controllate se l’asse orizzontale mostra tempo o operazioni chiuse e se include i versamenti.
Confrontare saldo ed equity
Esaminate lo scarto nello stesso momento, la sua persistenza e le posizioni aperte sottostanti. Un forte profitto realizzato non annulla una grande perdita aperta. Anche uno scarto netto nullo può nascondere posizioni che si compensano e un’esposizione lorda elevata.
Leggere la definizione del DD prima del numero
Controllate saldo o equity, denaro o percentuale, valore corrente o massimo, picco di riferimento e frequenza delle rilevazioni. Non presumete che due servizi calcolino allo stesso modo un campo chiamato drawdown.
Seguire insieme profondità e durata
Trovate il massimo precedente, il minimo e il primo recupero. Annotate il tempo sotto il massimo e gli episodi incompleti. Confrontate storie di lunghezza e copertura dei mercati simili, non una percentuale isolata.
Verificare come è avvenuto il recupero
Il massimo è stato recuperato con rendimenti netti, un versamento, posizioni maggiori o profitti ancora aperti? Distinguete recupero del saldo e dell’equity, poi verificate se è seguito un vero nuovo massimo sulla stessa base.
Esaminare esposizione e margine disponibile
Leggete lotti o esposizione nominale rispetto all’equity, strumenti correlati, variazioni di dimensione, limiti alle perdite e margine libero. Mediare al ribasso o aggiungere posizioni può aumentare i fondi necessari per sopportare un altro movimento avverso.
Valutare l’insieme delle informazioni
Considerate insieme rendimento, profondità del DD, tempo sotto il massimo, perdite aperte, leva, costi e qualità delle prove. Fattore di profitto e percentuale di operazioni vincenti riguardano spesso quelle chiuse; non sostituiscono la storia dell’equity e non fissano un limite al rischio futuro.
Cosa può mancare in un rapporto o nei dati del fornitore
I nostri riepiloghi dei robot su conti reali mostrano dati forniti da FX Blue: non ricostruiscono indipendentemente ogni valore intragiornaliero dell’equity. Aprite il profilo pubblico completo per esaminare saldo, equity, posizioni aperte e ultimo aggiornamento disponibili. Nei rapporti storici leggete la legenda: le barre verdi dei lotti indicano dimensioni delle posizioni, non una curva dell’equity.
Un grafico ricostruito soltanto dai saldi del conto dopo la chiusura delle operazioni non contiene una serie separata dell’equity. Le operazioni chiuse non rivelano l’equity minima mentre le posizioni erano aperte; quel grafico da solo non permette quindi di determinare il drawdown dell’equity né la durata del recupero. Una ricostruzione regolare del saldo non prova che anche l’equity sia stata regolare.
Anche le definizioni dei fornitori differiscono. FX Blue Account Monitor definisce l’avviso Drawdown % tramite risultato aperto corrente diviso per saldo: non è la definizione universale di ogni statistica FX Blue. Myfxbook indica come DD principale il maggiore tra fine giornata, intragiornaliero e crescita; il grafico del DD usa solo fine giornata e crescita. Il dato principale può quindi superare quanto si vede nel grafico.
Tre affermazioni da verificare prima di fidarsi di una curva
Il saldo sale del 10%. Il conto è necessariamente in guadagno del 10%?
No. Partendo da $10.000, un saldo di $11.000 con −$2.000 di risultato aperto dà equity di $9.000. Senza flussi o rettifiche separate, i risultati contabilizzati sono positivi ma il valore attuale è 10% sotto l’inizio. Serve comunque il massimo precedente per calcolare il DD corrente dal picco.
Il DD massimo è solo 10%. È il massimo che posso perdere?
No. È il maggior calo rilevato in quella storia con quel calcolo. Esposizione diversa, un nuovo regime di mercato, discontinuità nell’esecuzione o rilevazioni intragiornaliere mancanti possono produrre perdite maggiori. Non è una garanzia né un limite contrattuale alle perdite.
L’equity è tornata al massimo. Posso ignorare il DD passato?
No. Il DD corrente è zero in quella rilevazione, ma il massimo precedente e il tempo sotto il picco restano nella storia della strategia. Verificate il percorso di recupero e l’eventuale cambiamento dell’esposizione. Un nuovo massimo è un’altra osservazione, non una garanzia contro il prossimo drawdown.
Rischio e limiti degli esempi
Questa guida è educativa e non raccomanda robot, aumento della leva o mantenimento di posizioni in perdita. Percorsi didattici e calcoli sono illustrativi e non includono flussi di capitale salvo indicazione. Risultati reali e test storici non garantiscono recupero o rendimenti futuri. Il trading con leva può causare perdite rapide; tutele del conto, regole di margine e possibilità di perdere oltre il capitale versato dipendono da prodotto, broker e giurisdizione.
Definizioni e note sulle fonti
Cinque fonti primarie, verificate il 2 ottobre 2026. Gli esempi numerici sono calcolati indipendentemente; le etichette delle piattaforme vanno lette nel contesto dello specifico rapporto.